Nel 1942, Antonio, un clarinettista italiano, e Martina, una violinista cecoslovacca, si innamorano a Praga ma vengono presto deportati nel ghetto di Terezin. Questo campo, presentato dalla propaganda nazista come “modello”, nasconde in realtà condizioni di prigionia e morte. Tra concerti forzati e atrocità quotidiane, la loro musica diventa un atto di resistenza e l’unico modo per mantenere viva la speranza e l’umanità in mezzo all’orrore dell’Olocausto.