Cresciuto a Catania in una famiglia di nobili condizionata dall'ossessione per il sesso e per le conquiste femminili — caratteristica comune al nonno e allo zio, eccezione fatta per il padre di idee socialiste —, il giovane barone Paolo Castorini rivela fin da subito la stessa incontrollabile erotomania. Sconvolto dal suicidio del padre e dalle sue ultime drammatiche parole, Paolo tenta di spezzare questa maledizione familiare trasferendosi a Roma. Nella capitale ritrova l'amico e compagno di gozzoviglie Vincenzo Torrisi e cerca di rifarsi una vita sposando Caterina, una ragazza giudiziosa. La sua natura e la schiavitù dei sensi continuano però a tormentarlo, trascinandolo in un'inarrestabile parabola autodistruttiva.