L'affermato e pragmatico avvocato Shigemori accetta di assumere la difesa di Misumi, un uomo cinquantenne reo confesso dell'omicidio del proprio datore di lavoro, con alle spalle un'altra condanna per omicidio sconcontata trent'anni prima. La condanna a morte sembra inevitabile, ma mentre tenta di ricostruire la dinamica per evitare la pena capitale, Shigemori si imbatte in continue e sconcertanti modifiche nella deposizione dell'imputato. Mettendo in discussione moventi e testimonianze, il legale si ritrova immerso in un complesso rompicapo psicologico in cui il confine tra verità giuridica, colpa e giustizia si fa sempre più sfumato.